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stemma Tradate
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CAP: 21049
Prefisso: 0331
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Tradate

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Si sviluppò in epoca romana grazie alla strada che risaliva l'Olona per raggiungere Varese e quindi i valichi alpini. Centro principalmente dedito all'agricoltura e alla coltivazione del baco da seta, sede di un importante mercato di bestiame, nell'Ottocento vide il sorgere di numerose attività industriali. Sorge nella zona sud-est della Provincia di Varese, al confine con la Provincia di Como. Il suo territorio si presenta pianeggiante nella parte occidentale e collinoso in quella orientale, immersa nel verde del Parco Naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Numerosi reperti di epoca romana, attestano l'esistenza del borgo che si sviluppò in epoca romana grazie alla strada che risaliva l'Olona per raggiungere Varese e i valichi alpini. Non si hanno notizie per l'epoca medievale, quando con la vicina Castelseprio capoluogo militare e amministrativo del contado, pare sia stata più importante la vicina Abbiate Guazzone, con la sua rocca.
La prima citazione di Tradate risale al 1141, allorché un certo Alberto Fava de loco Tradate viene chiamato come testimone nella vertenza tra la badessa del monastero di S. Maria a Cairate e Fiore, Preposto di S. Bartolomeo al Bosco per una chiusa sull'Olona.
Nel 1277 l'arcivescovo di Milano Ottone Visconti cedette i possedimenti in Tradate appartenuti alla chiesa capitolare di S. Bartolomeo al Bosco, situata tra Appiano Gentile e Tradate, ai canonici del Duomo, che li passarono nel 1297 a Briano Pusterla. I Pusterla, valvassori sin dal secolo IX, vennero nominati conti nel 1210, sullo stemma portavano l'aquila imperiale e a Milano nel XIII sec. erano tra le 200 famiglie nobili con diritto di entrare nel Capitolo degli Ordinari. Il ramo dei Pusterla che si stabilì a Tradate, eresse un castello, di cui restano soltanto un tratto delle mura e una torre mozzata, trasformato poi in villa. Dal 1814 ai Pusterla subentrarono i Melzi, che usarono il castello come luogo di villegiatura. Quando l'ultima discendente dei Melzi, Barbara, si fece suora canossiana, l'edificio venne utilizzato come ospizio e educandato per le giovani.
Nel 1482 Margherita Pusterla, badessa delle monache di Torba, ottenne dallo zio Umberetto Pusterla una proprietà accanto alla chiesa del S. Sepolcro dove trasferirsi con le sue monache, dato che Torba era diventata disagevole; sorse così il convento del S. Sepolcro, adibito ad abitazione privata quando la comunità venne soppressa. La chiesa del S. Sepolcro venne demolita nel secolo scorso per rettificare la strada che passava accanto.
Nel 1511 si trasferirono a Tradate i padri del monastero dei Servi di Maria di Milano che edificarono degli edifici su un terreno donato loro da Ercole Pusterla, accanto alla chiesa di S. Salvatore, oggi del SS. Crocefisso.
Nel 1642 arrivarono i frati Cappuccini che edificarono il proprio convento su un terreno donato dal marchese Matteo Biumi.Nel 1653 i tradatesi evitarono l'infeudazione al marchese Cesare Visconti, pagando di tasca propria la 'redenzione', cioè il privilegio di non essere infeudati. A quell'epoca vivevano in Tradate 170 famiglie contro le 70 di Lonate, le 65 di Abbiate Guazzone e le 21 di Vico Seprio.Dalla seconda metà del settecento, Tradate si svilluppò come centro agricolo, con un mercato settimanale di bestiame. Sorsero poi le prime industrie tessili per la lavorazione del cotone, del fustagno e della seta. Nel 1905 si insediava lo stabilimento Frera - biciclette e motociclette.
Grazie all'unione col vicino paese di Abbiate Guazzone, Tradate divenne città nel 1957.